Liquido seminale giallognolo

Cosa causa un liquido seminale giallognolo? Quando preoccuparsi?

In tema di liquido seminale giallognolo, l’analisi del liquido seminale rappresenta uno degli elementi chiave negli accertamenti relativi ad una ipotetica ridotta fertilita’ maschile. Di solito si ricercano gli aspetti microscopici, relativi cioè al numero, alla mobilità e alla forma degli spermatozoi. Tale esame si chiama Spermiogramma.

In questo articolo parliamo di:


Come è fatto lo sperma

Vi è una componente cellulare, essenzialmente costituita dagli spermatozoi (ma non solo) e una componente liquida costituita da acqua, mucopolisaccaridi, proteine, zuccheri (fruttosio) e oligoelementi.

Si parla di Oligozoospermia (Oligospermia), di Astenozoospermia (Astenospermia) e di Teratozoospermia (Teratospermia) per indicare una riduzione del numero, della mobilità e una alterazione della forma degli spermatozoi. Non raramente le tre condizioni sono associate e si parla di Oligo-Asteno-Teratospermia (OAT).

Fra gli aspetti microscopici è importante valutare anche l’eventuale presenza di Leucociti (globuli bianchi) nonché il loro numero che, in caso di aumento, sta ad indicare una infezione/infiammazione delle vie seminali (prostatite ed epididimite). E poi vi è la componente liquida, cui abbiamo accennato sopra.

Tuttavia anche gli aspetti macroscopici (cioè visibili ad occhio nudo) hanno la loro importanza e catturano subito l’attenzione delle persone. Lo Sperma (che è leggermente alcalino) appare come un liquido gelatinoso, bianco-avorio, con un odore sui generis, in quantità da 1,5 a 6 ml per ogni eiaculazione.

E vediamo come è fatto la sperma: è composto dagli spermatozoi di provenienza testicolare (che costituiscono una piccola parte del liquido spermatico prodotto) e da liquidi nutritivi e ricchi di enzimi di provenienza dalla prostata e dalle vescicole seminali e anche dalle ghiandole periuretrali.

liquido seminale giallognolo

Parlando della componente non cellulare ricordiamo almeno il fruttosio (zucchero deputato alla nutrizione degli spermatozoi) e il “famoso” PSA  (proteina di origine prostatica che concorre al normale trofismo degli spermatozoi). Il PSA (che come si sa viene usato come marker per la diagnosi precoce del tumore prostatico) meriterebbe un capitolo a parte: diciamo che più una prostata è sana, più basso è il livello di PSA nel sangue e più alta la frazione libera del PSA.

Tornando a come è fatto lo sperma: è gelatinoso all’inizio e si liquefa entro 20-30 minuti per permettere una buona vitalità degli spermatozoi. Anche una alterata viscosità può compromettere la mobilità e il buon trofismo. Ad esempio, uno sperma molto liquido può esprimere una ridotta fertilità.

Quindi una alterata viscosità ed una compromissione della liquefazione sono già elementi che possono dare una idea sulla normalità o meno della situazione clinica di un determinato paziente. Normalmente non vi è sangue. Un liquido seminale giallognolo non dipende dalla presenza di sangue (emospermia): può dare un colore rosso vivo o rosso scuro tipo ruggine al liquido spermatico, non giallo. Così come una quantità di liquido seminale sotto i 1,5-2 ml non è da considerarsi normale (ipoposia).

L’emospermia di solito è dovuta ad infiammazione della prostata/vescicole seminali ed è considerata un’affezione in genere benigna (a differenza dell’ematuria, potenzialmente più pericolosa), ma richiede comunque degli approfondimenti diagnostici per escludere altre patologie (PSA, esame urine, urocultura, ecografia prostatica trans-rettale, spermiogramma e spermiocultura).

L’ipoposia è in vece una situazione variabile che si riscontra in genere col passare degli anni, oppure in soggetti che praticano una (troppo) intensa attività sessuale o in soggetti defedati o affetti da malattie croniche.


Cause di liquido seminale giallognolo

E veniamo ad esaminare alcuni dei fattori che possono determinare un liquido seminale giallognolo.

Innanzitutto le infezioni, soprattutto le situazioni croniche. Abbiamo parlato in Home page del sito dell’importanza delle infezioni delle vie seminali (prostatiti ed epididimiti croniche) nel compromettere la Spermatogenesi; con i loro quadri infiammatori variabili come intensità ma non risolti, come si ha nelle infezioni croniche (oppure nelle infezioni  recidivanti, che sono di fatto delle infezioni croniche).

In caso di prostatite cronica si può avere un numero elevato di leucociti nel liquido spermatico, tale da dare un aspetto giallastro, più o meno lattescente, al liquido stesso. Ricordo che il “pus” che si ha nelle infezioni da cosiddetti batteri piogeni è formato da essudato ricco di proteine e da leucociti (globuli bianchi). I sintomi sono rappresentati da bruciori minzionali e disuria accompagnati in genere da dolori o fastidi di vario tipo (in area genitale, ipogastrica, perineale).

Anche nelle malattie sessualmente trasmesse (MST) si può avere del materiale purulento nello sperma (dipende dai micro-organismi) e questo può determinare liquido seminale giallognolo. I germi più comuni nelle malattie sessualmente trasmesse (a parte la Sifilide che va vista come una malattia che coinvolge tutti gli organi e che si diffonde per via ematica e l’HIV che è di origine virale) sono la Clamydia e il Gonococco. Questi germi danno principalmente una uretrite, con scolo di pus dall’uretra, ma possono dare anche una vera e propria prostatite. Il gonococco ad esempio è un tipico batterio piogeno, cioè produce infezioni/infiammazioni con materiale purulento.

E’ opportuno ricordare che, nelle MST, possono essere responsabili del quadro clinico anche altri micro-organismi: Tricomonas, Miceti (funghi), Mycoplasmi. Facendo dei tamponi uretrali in Laboratorio si riesce in genere a fare una diagnosi attendibile, a capire cioè se vi è una infezione e qual è il germe responsabile.

I tamponi uretrali vengono eseguiti introducendo un cotton fioc nel tratto iniziale dell’uretra, magari dopo spremitura della stessa, e facendo una ricerca batterioscopica (cioè visiva), colturale e molecolare (secondo il principio della PCR, che consiste nel ricercare il DNA del microorganismo), diversa per i vari organismi. La PCR (Polymerase Chain Reaction è una tecnica di biologia molecolare che permette di amplificare e quindi di riconoscere un determinato Acido Nucleico, per esempio il DNA che costituisce il materiale nucleico delle cellule.

Ad esempio il Trichomonas viene ricercato guardando il centrifugato dell’urina (batterioscopico); i comuni germi patogeni con una ricerca colturale; la Clamydia e il Gonococco ricercando il materiale nucleare (molecolare). Si tratta, come si può vedere, di test sofisticati, che vengono fatti direttamente dal Laboratorio. In genere basta una impegnativa per “Tamponi uretrali batterioscopico, colturale e molecolare”. Ma vi sono differenze regionali, pertanto è meglio confrontarsi col proprio medico di famiglia.

Se ben curate, queste infezioni/infiammazioni in genere guariscono, ma non si può escludere una cronicizzazione con vari esiti, fra cui delle poussèes di riacutizzazione locale. Questi germi possono dare anche delle epididimiti o orchi-epididimiti. Gli antibiotici attivi in questi casi (stiamo parlando ancora delle MST) sono i Macrolidi e le Tetracicline, nelle forme acute e nelle riacutizzazioni (come abbiamo riportato nell’Articolo principale di questo Sito). Nelle forme croniche propriamente dette, si ha in genere l’aiuto di un Antibiogramma per la scelta dell’antibiotico. Antibiogramma che potrà essere fatto sull’urinocultura e/o sul tampone uretrale.

Nella maggior parte dei casi tuttavia, le infezioni croniche delle vie seminali (prostatiti ed epididimiti) non sono dovute a MST, ma sono dovute a germi responsabili delle semplici infezioni urinarie. Ad esempio E. Coli, Enterococchi, Proteus, Pseudomonas, etc… I sintomi sono simili a tutte le prostatiti ed epididimiti, la scelta degli antibiotici (in assenza di Antibiogramma) ricade su Cefalosporine e Chinolonici.

Anche una dieta a base di certi alimenti può determinare liquido seminale giallognolo. Ad esempio: aglio, cipolle, cavoli.. in questi casi il colore dipende molto anche dalla quantità dei cibi assunti. È ovvio che l’alterazione dello sperma sarà minima o comunque meno evidente rispetto alla situazione precedente e non preoccupante. Anche l’odore del liquido spermatico può risentire degli alimenti ingeriti. In questi casi non ci sono sintomi e non vi è motivo di preoccupazione. Basta cambiare dieta e aumentare l’idratazione per veder cambiare le caratteristiche del liquido spermatico.

Un’altra condizione di possibile determinazione di liquido seminale giallognolo è rappresentata dalla rarità delle eiaculazioni, cioè da una vita sessuale poco intensa, con ristagno dello sperma negli organelli sessuali (testicoli, epididimi, deferenti, prostata, vescicole seminali e ghiandolette peri-uretrali). In questi casi potremmo avere sperma giallastro e non vi è nessun motivo di preoccupazione. E’ questo il caso tipico dell’anziano, nel quale l’attività sessuale si sia spenta quasi del tutto.

Ancora, il ristagno di urina nell’uretra posteriore (v. FIGURA anatomia basso tratto urinario), può determinare una alterazione dell’aspetto del liquido spermatico al momento dell’eiaculazione e causare liquido seminale giallognolo.

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A questo proposito conviene ricordare alcune dinamiche che avvengono nella minzione normale: come si evince dalla figura precedente, alla fine della minzione nel maschio, rimane ovviamente dell’urina intrappolata nell’uretra posteriore (che è quella contenuta all’interno della ghiandola prostatica), mentre l’urina nell’uretra anteriore sgocciola all’esterno. Esiste normalmente un meccanismo detto di “milk back”, per il quale l’urina rimasta nell’uretra posteriore viene spremuta all’indietro, verso la vescica, da contrazioni circolari dell’uretra prostatica dal basso verso la vescica.

E’ una specie di onda peristaltica che inizia nell’uretra a livello dello sfintere e si diffonde in alto verso la vescica. In questo modo l’urina contenuta nell’uretra ritorna in vescica. Quando questo meccanismo viene alterato, l’urina ristagna nell’uretra posteriore e, dopo minzione, sgocciola all’esterno nei 20-30 secondi successivi, sotto l’effetto della forza di gravità.

L’alterazione di questo meccanismo, che è un vero e proprio riflesso involontario, si può avere ad esempio in caso di prostata ingrossata, come si ha in certe forme di ipertrofia prostatica benigna, tipiche dell’età avanzata.

Anche l’infiammazione che, come abbiamo visto, non raramente affligge la ghiandola prostatica, anche cronicamente, con il suo essudato e suoi infiltrati prevalentemente costituiti da linfociti, può contribuire a ledere questo meccanismo riflesso. In questi casi, in cui si può riscontrare uno sperma giallastro o giallo, non ci si deve preoccupare (a parte il fastidio di un eventuale possibile sgocciolamento di urina all’esterno che, tuttavia, può essere di entità variabile, a volte anche modesta). In genere la terapia dell’ipertrofia prostatica benigna, a base di farmaci alfa-litici e di estratti di Serenoa, permette di migliorare la situazione.

Un’altra condizione di possibile di liquido seminale giallognolo può essere costituita da varie forme di ittero, situazione nella quale per una malattia del fegato o delle vie biliari (compressione) si ha il passaggio di bilirubina nel sangue, nei tessuti, nell’urina e, in genere, anche nei vari fluidi corporei. Si tratta di una situazione potenzialmente molto seria che va valutata insieme al proprio medico.

Di fronte ad un paziente che si presenta in Ambulatorio lamentando una condizione di sperma giallastro o “scuro”, l’urologo o l’andrologo provvederanno a: esame obiettivo generale e genitale/prostatico (esame specialistico), previa accurata raccolta anamnestica; esecuzione di esame urine, urocultura, spermiogramma e spermiocultura; PSA libero/totale ed eventualmente, in casi particolari, prescriveranno una Ecografia scrotale (ai testicoli) e una Ecografia prostatica trans-rettale.

Se il paziente è giovane e se non ha sintomi particolari, è consigliabile, anche senza andare subito dallo specialista, di cominciare ad effettuare gli esami delle urine, urocultura, spermiogramma e spermiocultura (parlando col proprio medico di famiglia).


Cura dello sperma giallastro

Gli approcci terapeutici farmacologici trovano spazio in caso di infezioni (prostatiti ed epididimiti) acute, sub-acute e croniche e sono essenzialmente basati sull’impiego di antibiotici. Nelle forme croniche o sub-acute (che sono quelle di cui ci stiamo occupando in questo articolo), si può agire in genere sulla base di un Antibiogramma.

Il problema, oltre alla scelta dell’antibiotico, è per quanto tempo fare la terapia, ma non è questa la sede per entrare così nel dettaglio. Per la scelta dell’Antibiotico e per il razionale che ci sta dietro rimandiamo all’Articolo principale di questo Sito.

Per quanto riguarda la durata del trattamento, essa dipende dal quadro clinico (sintomi e reperto obiettivo) e dallo scopo che vogliamo perseguire. Se cioè uno dei nostri obiettivi è quello di migliorare la qualità dello sperma, il trattamento sarà più duraturo e più impegnativo. Se quindi il dato sintomatologico di un liquido seminale giallognolo è espressione di una infezione delle vie seminali (prostatite e/o epididimite), con conseguente Oligo-Asteno-Teratospermia (OAT), ci si deve preoccupare di trattare e possibilmente guarire l’infezione. Non perché una infezione seminale o uno sperma di colore e aspetto alterato siano di per sé una malattia grave, ma perché dobbiamo tentare un ripristino di una Spermatogenesi sufficiente.

Se invece il problema è quello di trattare l’infezione seminale, in assenza di una compromissione della spermatogenesi, cioè senza che si abbia un indebolimento della qualità dello sperma, il trattamento antibiotico potrà essere più leggero, in aggiunta magari all’impiego di Integratori e fermenti lattici. Ogni caso naturalmente merita una discussione con uno specialista di fiducia. Riteniamo che le terapie vadano, se possibile, personalizzate, in base alla gravità della patologia, ai sintomi e all’obiettivo che vogliamo ottenere.

Infine, se gli accertamenti urologici/andrologici non avranno evidenziato nulla di particolare, e quindi se lo sperma giallastro si ritiene essere dovuto solo a “sperma invecchiato e ossidato” (magari per scarsa attività sessuale) potrà aiutare anche solo un regime dietetico adeguato con idratazione, attivazione (anche lieve) dell’attività sessuale e l’assunzione di cibi ricchi di elementi anti-ossidanti (per il significato degli anti-ossidanti si rimanda all’Articolo principale e agli altri articoli di questo Sito). Quindi, in questi casi, gli approcci terapeutici farmacologici, secondo noi, possono lasciare il passo all’uso di prodotti naturali e integratori, nonché ad una dieta adeguata.

Ricordiamo brevemente, a questo proposito, la  Vitamina C ed E, Carotene, selenio e zinco (oligoelementi), Catechine (Tè verde), Licopene (pomodori). Ad esempio una dieta ricca di carote, pomodori e Tè verde sembra dimostrato che possa migliorare i parametri del liquido seminale e ridurre l’infiammazione, favorendo dove possibile la risoluzione di un liquido seminale giallognolo.

Anche il Ginseng (ricco di aminoacidi, vitamine ed oligo-elementi e acidi grassi poli-insaturi), pianta che cresce in Asia, è un potente anti-ossidante con funzioni energizzanti, anabolizzanti e afrodisiache, oltre a essere dimostrata una sua azione nel miglioramento dei parametri seminali.

Ricordiamo le radici disseccate di Astragalo, che contiene oligoelementi, aminoacidi, polisaccaridi e flavonoidi, che ha funzioni tonico-energizzanti e sembra stimolare la mobilità degli spermatozoi.

Ricordiamo anche l’uso di Integratori particolari in caso di OAT, che può essere evidenziata durante gli accertamenti fatti, in questo caso, per uno sperma giallo, o giallastro o, anche, color ruggine (quest’ultimo caso è più raro).

Gli Integratori più usati sono a base di Maca, Coenzima Q, Acidi grassi poli-insaturi, Carnitina, Vitamine (soprattutto A, E e Acido Folico) e oligoelementi (Zinco e Selenio).

Un ultimo concetto, parlando di integratori è questo: dobbiamo guardare la scelta del principio attivo, ma anche la titolazione del principio attivo stesso. Ad esempio, parlando di Maca peruviana, un conto è la polvere ottenuta dalle radici tritate; altro conto è un preparato ad alta titolazione dei principi attivi contenuti nelle radici di Maca (la titolazione misura la percentuale dei vari principi attivi, trattando la pianta con alcool ad alta concentrazione o con CO2, o con altri metodi, per estrarre appunto i principi attivi). La titolazione può essere in certi casi anche molto elevata.

Se, ad esempio, prendiamo la Serenoa Repens che è una pianta molto usata nel trattamento dell’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB), gli estratti usati più recentemente hanno una titolazione in acidi grassi intorno al 90%, cioè molto alta (in questo caso ci si riferisce agli acidi grassi perché sono l’elemento più importante, a livello molecolare, della Serenoa). Per altre piante la titolazione si può riferire ad altre molecole: ad esempio sitosteroli, flavonoidi, alcaloidi, terpeni, etc…

In genere, il riscontro di uno sperma giallastro o di un liquido seminale giallognolo non è motivo di preoccupazione, ma richiede comunque accertamenti clinici e esami.

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